"Stra-ordinarie storie di educazione non formale", a Palermo il 6 ottobre

Opportunità
UTILITÀ

Porte aperte, al Teatro Massimo di Palermo alla seconda edizione dei "TF Talk educativi: Stra-ordinarie storie di educazione non formale".

L’Agenzia Nazionale per i Giovani propone la seconda edizione dei “Tf Talk educativi” attraverso una giornata aperta al pubblico che si pone a conclusione di 3 giorni di lavoro in cui animatori giovanili, educatori, formatori, youth workers, si riuniranno a Palermo (capitale italiana dei giovani) grazie all’attività organizzata dall’Agenzia Nazionale per i Giovani ed il Centro Risorse Salto, con l’obiettivo di dare loro opportunità di scambio di esperienze, metodologie e strumenti educativi per migliorarne la qualità e migliorare metodologie di apprendimento non formale ed informale.

Quindi il 6 ottobre 2017, 6 esperti con esperienze e background diversi in campo educativo, ci proporranno altrettanti interventi su educazione e politiche giovanili, condividendo approcci, metodologie e spunti utili a creare un sistema educativo integrato che sia sempre più innovativo ed in sintonia con le esigenze della società e quindi delle nuove generazioni. I TF TALKS, quindi, saranno interventi dinamici, monologhi aperti che pongono interrogativi, paventano soluzioni, aprono ai dubbi ed hanno l’obiettivo di stimolare e fornire spunti utili a chi prenderà parte all’iniziativa.

La mattinata di TF TALKS è particolarmente rivolta a Youth Workers e a tutti gli studenti universitari, docenti, cultori della materia delle scuole superiori e dell’Università di Palermo, con particolare riferimento a Scienza della Formazione. Possono partecipare anche rappresentanti di associazioni giovanili e tutti i giovani interessati ad approfondire nuovi strumenti e metodi educativi.


Per iscriverti compila il form, riceverai conferma da parte nostra entro fine mese!

Qualora dovessi riscontrare dei problemi nel modulo di iscrizione provvedi a compilare il form tramite explorer, mozzilla oppure da mobile. 

Di seguito la prima bozza di programma, con una breve descrizione dei nostri protagonisti, per immergerti già, insieme a noi, nel meraviglioso viaggio che faremo insieme!

PALERMO, 6 OTTOBRE 2017

ORE 9.30, TEATRO MASSIMO - SALA ONU

ORE 9.30-10 REGISTRAZIONE PARTECIPANTI

ORE 10.00 APERTURA A CURA DI AGENZIA NAZIONALE PER I GIOVANI ED INTRO AI TF TLK

CONDUCE EVA GIOVANNINI, GIORNALISTA E REPORT RAI

 

ORE 10.15-10.30 TF TALK 1

SALVI GRECO - INSULTI, MUSE E STALKERS: le sfide di chi cerca di mettere alla prova gli altri (il ruolo di youth workers/trainers nei percorsi di apprendimento")

Chi sono io per metterti alla prova? E soprattutto, come faccio a sapere io cosa mette alla prova te? Sono queste due domande che negli ultimi anni mi hanno guidato nella mia ricerca, nel mio percorso di formatore, nel mio approccio nel “facilitare” le dinamiche e i percorsi di apprendimento di un gruppo e dei singoli all’interno di un gruppo. Due domande che mi pongo prima di iniziare un corso di formazione con persone che incontro per la prima volta. Da qui un’attenzione particolare al design del programma delle attività, alla scelta dei metodi, con l’obiettivo di creare le condizioni per “accogliere” le persone più che per metterle alla prova. 

ORE 10.30-10.45 TF TALK 2

MARIO D’AGOSTINO - Inner Readiness

Facilitare percorsi di apprendimento, orientati allo sviluppo e alla crescita dei giovani, richiede da parte dei facilitatori una conoscenza degli strumenti che utilizzano per supportare tale processo. Quanto conosciamo gli strumenti che utilizziamo? Quanto siamo consapevoli dell’impatto che provocano nel processo di apprendimento? Quanto ci prendiamo cura e approfondiamo nel tempo la conoscenza dei nostri strumenti? Quanto e come  cambia il loro utilizzo nei diversi contesti e nel tempo ? La riflessione, può aiutarci ad essere “Inner ready” per il loro utilizzo? Queste le domande oggetto della mia esplorazione come facilitatore.

ORE 10.45-11.00 TF TALK 3

SIMONA MOLARI - Dalla performance allo youth work

E' un piccolo racconto sul mio percorso personale. Il clown e la formazione sono due attività, tra le tante esperienze di vita, che ho portato avanti in parallelo. Cosa accomuna questi due lavori sono la comunicazione, la relazione con le persone, e mille altre cose. Il clown non recita una parte, è se stesso, mette in scena le sue debolezze, la sua vulnerabilità , trasformando i suoi sbagli in punti di forza, creando così un ponte, una comunicazione intima, minimale, diretta al cuore delle persone che si riconoscono in lui o in lei. 

Nella mia interpretazione il formatore, lo youth worker è un essere umano che con le sue debolezze e con i suoi punti di forza comunica con gli altri, si mette in gioco trasmettendo i propri valori.

Nel mio modo di essere formatore sono un clown e nel mio modo di essere clown sono un formatore. Tecniche ed espressività della comunicazione non formale integrano e stimolano le varie forme di educazione non formale e viceversa, alternandosi ed integrandosi come perle su un filo  ;o)

 

ORE 11.00-11.15TF TALK 4

MIGUEL BELLETTI - riconoscichè? ri-conoscere, riconoscersi, farsi riconoscere in un mondo poco riconoscente…

Mai come oggi siamo alla ricerca di riconoscimento, in un momento in cui la relativizzazione dei saperi, dei modi di vivere, dei sistemi di credenze è diventato così importante anche per la qualità della convivenza. Ma se tutto è relativo, con cosa o chi mi riconosco? e chi mi riconoscerà in ciò che sono e che faccio? Cosa hanno in comune queste due parole che si assomigliano, riconoscimento e riconoscenza? cosa dicono oggi a noi, youth workers, giovani, cittadini contemporanei? ma soprattutto, come faremo a non addormentarci dentro questo vortice di domande che potrebbe avviare una tonnellata di risposte? solo chi avrà la pazienza e la voglia di ascoltare fino in fondo, forse, alla fine, ma non è detto, però potrebbe succedere, ci si riconoscerà…”

ORE 11.15-11.30 TF TALK 5

CRISTINA CARNIEL - SLOW_E_MOTION: Promuovere il cambiamento tra mobilità e radicamento territoriale: una sfida ancora possibile per lo youthworker?

“Di confini non ne ho mai visto uno. Ma ho sentito che esistono nella mente di alcune persone.”

(Thor Heyerdahl)

 

Qual è il vero significato della parola mobilità giovanile per uno youthworker? Per vent’anni i programmi europei hanno incentivato la mobilità per la promozione della cittadinanza europea, nella convinzione che servisse far incontrare i giovani d’Europa per creare l’Europa dei cittadini, affidando agli youthworkers il compito di facilitare e accompagnare questi processi di incontro, di scoperta e di apprendimento. Ma come si fa a “mobilitare” i giovani? E come si riesce a “mobilitare” le loro menti e le loro competenze quando spesso non si riesce a schiodarli dalle panchine dei parchi dove smanettano con i loro smartphones in una comunicazione interconnessa e silente? Perché alla fine del viaggio serve tornare al punto di partenza per ri-conoscerlo e ri-vederlo per la prima volta.

ORE 11.30-11.45 TF TALK 5

MICHELE TRANQUILLI - EPIC FAIL: il coraggio di tentare (a costo di commettere errori)

Sbagliare fa male. Saltare e mancare la presa ci fa precipitare al suolo. Per questo motivo, troppo spesso, i giovani vengono “protetti” dalle figure di riferimento affinché non cadano negli stessi errori.
Ma sbagliare significa crescere, e sbucciarsi le ginocchia, a volte, fa parte del gioco

 

ORE 11.45-12.00 CHIUSURA DEI LAVORI

Saluti del Sindaco di Palermo Leoluca Orlando

Saluti del Direttore Generale Agenzia Nazionale per i Giovani, Giacomo D’Arrigo

Bernard Abrignani Coordinatore del Centro risorse SALTO-YOUTH Euromed e Buone Pratiche

 

 

CHI SONO I NOSTRI STORYTELLER?

SALVI GRECO

"Ho cominciato a “FARE cose” molti anni fa, prima in una cucina di ristorante, poi in un’associazione culturale giovanile che ho fondato quando avevo 20 anni e con altri centri giovanili, e in una Radio. Ho cooperato con persone, associazioni, Istituzioni, scuole. Molti anni di progetti e iniziative a livello locale e internazionale, corsi di formazione, seminari, eventi, ma tutto questo può contare poco adesso. Quello che conta, che è davvero importante è…cosa farò con voi qui, adesso.".

MARIO D’AGOSTINO

Esperto in educazione non formale e apprendimento esperienziale indoor e outdoor  ha una vasta esperienza nell’ideazione e facilitazione di esperienze orientate allo sviluppo personale, professionale e dei gruppi.

Collabora con aziende, organizzazioni non profit e istituzioni pubbliche.

Ama esplorare significativi orizzonti educativi e formativi e metterli in pratica con il supporto della moglie Angelica , del team Nazionale del Kamaleonte e del team internazionale di Via Experientia con il quale collabora da 25 anni www.viaexperientia.net

Negli ultimi anni la sfida e attività prevalente è quella di fare il papà. 

 MIGUEL BELLETTI

Michelangelo Belletti, chiamato anche Miguel per via della sua origine italo-argentina, è un prodotto transnazionale fin dal concepimento. E’ infatti considerato tra i “pionieri” della mobilità. Ha iniziato a frequentare gli antenati di Erasmus plus nel 1994, e da lì in poi non è più riuscito a farne a meno. Animatore sociale e culturale, pedagogista, è presidente di un provider di educazione non formale di nome Vedogiovane e fondatore di Finis Terrae, agenzia formativa accreditata. E’ padre di due figli maschi che prova a crescere bilingue.

MICHELE TRANQUILLI

Michele Tranquilli parte per la Tanzania a 17 anni per un'esperienza di volontariato. Attraverso un percorso appassionante e difficile, non privo di errori, fonda la rete solidale YouAid, un'associazione "liquida" che propone progetti di cooperazione internazionale dal basso.
Nel 2017 pubblica per Feltrinelli "Una Buona Idea" dove condivide il metodo di lavoro partecipato di YouAid per invitare i più giovani ad essere changemakers nelle proprie comunità, mettendo in condivisione le proprie capacità personali

SIMONA MOLARI

clown e performer di teatro di strada, formatrice socio culturale nell'ambito educativo non formale, mamma di Pietro e Marco, matrigna di Giuditta e moglie di Paolo. Prima come partecipante e poi come trainer ho cominciato a lavorare nell'ambito della mobilità giovanile internazionale dal 1989 e dal 1991 anche come Clown. Ho iniziato come volontaria in una associazione studentesca, sviluppando nel tempo lavori, collaborazioni, spettacoli e training con tante organizzazioni in Italia ed all'estero. Due scambi internazionali hanno cambiato la mia vita: il primo a Berlino mi ha fatto conoscere la mobilità giovanile e divenire una formatrice internazionale, il secondo, sempre in Germania a Colonia, un clown. Uso i diversi linguaggi non formali quali teatro, clown, animazione, media, giochi da tavolo, come strumenti educativi e di tramite per la comunicazione e l'educazione non formale.

L'espressività  e la comunicazione sono sempre stati la mia passione, combinarle insieme e con tutti gli altri aspetti e ruoli della mia vita è al tempo stesso una sfida, una gioia, uno stimolo. Raccontarmi in poche righe difficile, in molte righe, per me impossibile. Ma chissà  che con questo incontro non possa contagiarvi con il virus del mio entusiasmo e mettere un seme per la vostra ricerca di nuovi linguaggi e nuove prospettive.

CRISTINA CARNIEL

Nasco animatrice; già a 6 anni in colonia organizzavo i giochi per la mia squadra e promuovevo escursioni notturne non autorizzate.. io li chiamavo “viaggi d’avventura”. Il 1992 è l’anno del battesimo europeo, e da allora non ho mai smesso di credere nella cittadinanza EU; nel 1998 fondo con alcuni compagni di viaggio una piccola cooperativa di animazione sociale, che oramai conta più di 50 soci e che negli ultimi vent’anni ha mobilitato tre generazioni di ragazzi e giovani grazie ai programmi europei.

Attualmente mi occupo di progettazione, sviluppo e formazione.. ma le occasioni per tornare a “mobilitarmi” non mancano, e le nuove sfide sono i minori non accompagnati, l’integrazione e l’accoglienza verso chi cerca sul mio territorio una nuova casa.

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