I nuovi protagonisti dei SIC

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social innovation citizen 400x215 InternaC’è Giuliana Narbone di Caltanissetta. Con la sua associazione insegna agli studenti di un istituto tecnico a “pensare imprenditoriale”, ovvero a diventare consapevoli delle proprie capacità ma anche dei propri sogni e a cercare gli strumenti che consentano di realizzarli.

C’è Patrizia Strangio che con le sue colleghe psicologhe ha deciso di scrivere e pubblicare un libro, intitolato “Cicatrici”, per autofinanziare con il ricavato delle vendite un progetto di sostegno psicologico e crescita relazionale per giovani dai 14 ai 18 anni incappati nel crimine. C’è Giuseppe Rudi di Reggio Calabria che, con un’associazione e un portale che conta 30 mila followers, realizza un magazine dal basso dedicato alla creatività connettendo studenti di architettura e design di tutto il mondo. C’è Giulio Di Chiara che a Palermo realizza progetti ed esperienze di mobilità sostenibile. C’è Francesca Timpano che a Messina con l’associazione di cui fa parte affianca dall’idea alla realizzazione, compreso la raccolta finanziaria, nuovi aspiranti, e giovani, imprenditori. E c’è Giuseppe Arrigo, che di suo è imprenditore, ma da due anni con altri “due pazzi” ha deciso di diffondere il duplice verbo: “si può fare impresa” e “condividere arricchisce”, il che suona, a Messina, abbastanza “rivoluzionario”. E tutti e sei sono rigorosamente under 30.

Eccoli, dunque, nella sala Sinopoli del Teatro Vittorio Emanuele di Messina i sei nuovi cittadini SIC, “Social innovation citizen”, attorno ai quali ruota la terza tappa del road tour nazionale dedicato all’innovazione sociale che l’Agenzia Nazionale per i Giovani e l’Associazione ItaliaCamp promuovono per alimentare la comunità dei SIC - Social innovation Citizen, la prima rete relazionale e progettuale dedicata ai giovani innovatori sociali tra i 18 ed i 30 anni (www.sitizen.it).

Prima della consegna delle speciali “carte di identità” che definiscono questa cittadinanza socialmente attiva, i saluti istituzionali si sono già trasformati in occasioni di racconto e confronto. Il presidente dell’Assemblea regionale siciliana Giovanni Ardizzone - che ricorda, in sintonia con il tema della tappa, che è la riqualificazione urbana, tante occasioni possibili di riuso e reinvenzione di luoghi messinesi, ma anche, con orgoglio, il “certificato Unesco” per il percorso arabo-normanno di Palermo – si dichiara, e poi lo fa effettivamente, in “ascolto” delle storie e delle idee che verranno fuori dalla giornata. Altrettanto, con competenze peraltro specifiche, fa l’assessore all’Innovazione del Comune di Messina, Gaetano Cacciola, che di suo opera nella ricerca scientifica. Con lui anche il primo cittadino, Renato Accorinti, che sottolinea come “qualsiasi cambiamento possa e debba venire dal basso”. E poi ecco i due promotori dell’iniziativa, ItaliaCamp con il presidente Antonio De Napoli, e Agenzia nazionale giovani, con il direttore Giacomo D’Arrigo, che spiegano metodi e obiettivi, sintetizzabili così: parlare alle nuove generazioni affinché imparino a credere nelle proprie idee, nelle quali, neanche a dirlo, l’una e l’altra realtà credono fino al punto da investirci risorse, tempo e sostegno. Anche e soprattutto per creare la rete questi cittadini socialmente innovativi  e, nella rete, avviare i potenziali “moltiplicatori” di impegno e di sviluppo.

Tema centrale della mattinata è stato quello dell’innovazione sociale intesa come leva di cambiamento in grado di rilanciare la città attraverso processi di rigenerazione urbana e di valorizzazione dei luoghi abbandonati. “Il cambiamento di qualsiasi luogo è veramente tale se viene dal basso, cioè dalle persone e dalle loro idee” ha detto Renato Accorinti, Sindaco del Comune di Messina intervenuto ai lavori. “Bisogna lavorare sui territori più disastrati e recuperare quello più dissestati, come dimostra la riapertura il prossimo 30 novembre dell’Istituto Marino di Mortelle che ospiterà un centro di eccellenza per assistere i bambini autistici e dare sostegno alle loro famiglie”. Del rapporto tra innovazione sociale e valorizzazione urbana ha anche parlato Giovanni Ardizzone, Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, secondo il quale “il tema della trasformazione urbana è molto significativo ed attuale per la città, basti pensare all’ospedale Margherita, quattordicimila metri quadrati che saranno riconvertiti in una cittadella della cultura a disposizione dei cittadini. Un percorso che dimostra che “la città può risorgere, avendo tutte le potenzialità per farlo, ma è necessario crederci di più, essere più determinati e più coraggiosi”. La scelta di Messina come terza tappa del road tour di innovazione sociale si colloca in un momento particolarmente delicato per la città, come ha sottolineato lo stesso Giacomo D’Arrigo, Direttore dell’Agenzia Nazionale per i Giovani: “E’ indubbiamente un periodo difficile per Messina, fatto di inefficienze, errori, personalismi, sfortuna. Sembra che il vento ci sia contro ma rinunciare a pensare in grande forse sarebbe ancora peggio. Per questo abbiamo promosso l’iniziativa di oggi e il Teatro gremito dimostra che in molti non si sono stancati di sognare, di guardare lontano, di avere fiducia, le forze e l’energia da mettere in campo sono straordinarie”.

Collaborare è la parola d’ordine. Lo raccontano i tre “speaker”, anche loro scelti per la loro storia. Giovanni Campagnoli, autore, fra l’altro, di “Riusiamo l’Italia” edito dal Sole24ore, Pier Paolo Zampieri, fondatore, da non messinese, di “ZonaCammarata”, e Lucy Fenech, consigliere comunale e anche imprenditrice nel settore del riuso. Parlano di “luoghi comuni” sfatando tutti i luoghi comuni che qui imperano. Fil rouge dei loro interventi il senso profondo delle piccole cose fatte insieme dalle quali, prove alla mano, discendono grandi cambiamenti. Si cita Cammarata, l’artista baraccato di Maregrosso, ma si citano anche esempi come quello dell’incerenitore di Messina, ancora lì, segnale di una visione dello sviluppo industrializzato capace di dimenticare bellezza e natura nonché altre possibili, e straordinarie, linee di crescita sociale ed economica.

Poi si presentano le iniziative di Start up Revolutionary Road e di Start Up Messina e si avviano i tavoli di lavoro. Sono tre, e “popolatissimi”. Seduti a discutere ci sono Confindustria e liceali, professionisti e artisti, ci sono i cooperatori del Birrificio Messina e ricercatori, associazioni e singoli interessati. Quello che ne viene fuori è una “collana” di idee e i prodromi di altrettante collaborazioni.

L’iniziativa si è conclusa con la restituzione in plenaria degli stimoli emersi dai tre tavoli di lavoro ai quali hanno partecipato gli attori dell’ecosistema dell’innovazione sociale di Messina e della Sicilia. Apprezzamento alla mattinata è stato espresso anche dall’Assessore alla Mobilità del Comune di Messina Gaetano Cacciola, intervenuto ai lavori, secondo il quale “sono proprio le iniziative come queste a permetterci di comprendere la sensibilità dei giovani all’innovazione, leva fondamentale per permettere un salto significativo alla città”. A concludere i lavori Antonio De Napoli, Presidente dell’Associazione ItaliaCamp. “Oggi è solo l’inizio, l’Associazione tornerà presto a Messina perché qui abbiamo trovato un terreno fertile, al pari di Matera, nel quale lavorare per favorire lo sviluppo dei processi di innovazione sociale, partendo anche dagli spunti e dalle proposte raccolte stamattina. Diamo una spinta all’innovazione, ItaliaCamp è qui per questo”.