"Go deep Game": un gioco per contrastare conflitti culturali nato grazie ad Erasmus+

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Al fine di favorire la conoscenza del Programma Erasmus+ e comprendere sempre più gli obiettivi ed i risultati, riportiamo l'articolo di Emiliano Bonn di XENA, relativo al prodotto che hanno realizzato grazie al Programma Erasmus+, Partenariati Strategici

Il progetto “Go Deep!” finanziato dall’Agenzia nazionale per i Giovani nell’ambito del programma Erasmus+ sotto l’azione KA2 partnership strategiche per i giovani ha ricevuto il 6 ottobre a Nicosia (Cipro) il Global Education Innovation Award 2017 assegnato da GENE (Global Education Network Europe).
Il progetto è stato sviluppato da una partnership internazionale composta dall’ente capofila Xena Centro Scambi e dinamiche interculturali (Italia), Altekio (Spagna), Comunitazione (Italia), Diversity Matters (Scozia, UK), Elos Foundation (Olanda) e Instituto Elos (Brasile).
Tutti i partner coinvolti hanno portato nel progetto le loro competenze nell'educazione, nel cambiamento sociale, nella gestione dei conflitti e nel dialogo interculturale. Lo scopo del progetto è stato quello di sviluppare una nuova metodologia per supportare i gruppi nel portare cambiamento nelle comunità, facilitando e proponendo nuovi modelli di leadership. La forma che abbiamo deciso di utilizzare è quella di un gioco: il Go Deep Game concepito come un nuovo strumento orientato al processo applicabile alle diverse comunità in cui agisce in maniera sistemica.

La metodologia create con il progetto è una sintesi ed allo stesso tempo un approfondimento di 2 metodologie già esistenti: L’Oasis Game e il processwork. Il processwork (tradotto in italiano come arte del processo) o Process Oriented Psychology è un approccio per facilitare individui , gruppi ed organizzazioni. L’Oasis Game è uno strumento di mobilitazione comunitaria sviluppata da Istituto Elos per materializzare i sogni collettivi della comunità.
Combinando queste due pratiche abbiamo creato un modo giocoso, educativo, ed al tempo stesso molto profondo per affrontare potenziali conflitti, come nei casi delle tensioni legate alla diversità, le dinamiche di potere, la mancanza di visioni comuni o le sfide di creare un'unione tra i diversi gruppi.
Go Deep può essere giocato da qualsiasi gruppo interessato al futuro di una comunità. È come un viaggio in cui gruppi di persone giocano le diverse carte percorrendo cosi delle immaginarie linee della metropolitana per approfondire le loro capacità di leadership, di facilitazione e creare azioni e trasformazioni nelle comunità . Go Deep è un gioco in cui i partecipanti apprendono di più su se stessi, le loro comunità e acquisiscono nuove competenze di facilitazione, nelle relazioni e nel contesto in cui vivono, e prendono maggiore consapevolezza delle diverse prospettive e risorse che, dopo il gioco, possono essere applicate nella loro vite quotidiane. Go Deep aiuta anche le comunità a conoscere meglio se stesse e allena tutti quelli che vi partecipano a raggiungere uno sguardo apprezzativo che si concentri sulle risorse presenti nella comunità e nelle persone che ne fanno parte. Go Deep è un'esperienza, non facile da spiegare con parole, ma profonda e divertente, che porta con sé sorprendenti risorse, creatività e un enorme potenziale per il cambiamento e l'empowerment.

Perché dei gruppi dovrebbero giocare a Go deep?:
• Per portare consapevolezza della diversità al loro interno ed all’interno della comunità , accogliere i diversi modi per incontrare le differenze presenti in se stessi e negli altri, e l’opportunità di abbracciare e supportare l’interazione tra queste diverse parti.
• Per incoraggiare i partecipanti a realizzare un cambiamento all’esterno che significa anche un cambiamento interiore e vice-versa.
• Per condurre a nuovi modi di pensare, agire, comportarsi, esprimere sentimenti e offrire nuovi modelli di relazione.
• Per sfidare i facilitatori e i giocatori a superare alcuni propri limiti ed arrivare in una parte non consciuta da cui apprendere di più su chi sono e cos’è la comunità.
• Per aumentare la consapevolezza di ciò che è necessario per trasformare individui, gruppi e comunità e come farlo accadere in modo sostenibile.
• Per portare un modo divertente di lavorare con le tematiche profonde della comunità attraverso il gioco.
• per sostenere la comunità che divertendosi possa promuovere la propria crescita ed il proprio potenziamento, utilizzando gli strumenti e le competenze del gioco.
• Per promuovere la partecipazione attiva degli individui e delle comunità per raggiungere le proprie esigenze attraverso rapporti più sani.
Il gioco a tre differenti fasi , o parti, che sono costituite da dei set di carte nate con i concetti pedagogici del Process Work e dell’Oasis Game che vanno giocate nel loro ordine specifico.
• Prima parte che riguarda “Prepararsi”
• La seconda parte comporta la scelta e il viaggio lungo una linea metropolitana con varie sfide
• La terza parte prevede "tornare " notare e apprezzare ciò che è stato fatto e cosa è cambiato.
Nella prima fase i partecipanti prepareranno la loro valigia per il viaggio riflettendo sui proprio talenti e sui proprio sogni , costruendo il proprio biglietto per poter salire sulla metro, trovando tutte le risorse disponibili e preparandosi a incontrare bellezza ed abbondanza nella loro comunità ;per trovarle cominceranno ad allenare il loro apprezzamento delle cose cambiando anche il modo in cui vedono loro stessi e il loro ambiente. Il gruppo di giocatori affronterà molte sfide lungo un itinerario di riflessione personale e di gruppo: ad esempio dovranno trovare il modo di superare l’ingresso ed entrare nella metro superando i controllori delle porte che possono ostacolare il loro viaggio, questi sono l’Inerzia, la Paura, il Potere e la Chiarezza. Poi nella seconda fase il gruppo di giocatori sceglierà una delle sei possibili linee della metro realizzate nel gioco: Creatività, Diversità , Vision, Potere e Rango, stare assieme e Emozioni. Ogni linea mette l’accento su una tematica differente che a tutti può capitare di vivere e le carte danno degli strumenti nuovi per costruire assieme delle soluzioni alle sfide della comunità sulla tematica scelta.
L’ultima carta di ogni linea propone ai giocatori una sfida finale (di dimensioni diverse in relazione al numero di giocatori di ogni gruppo e ad altri fattori del gioco) per incontrare la comunità e iniziare a cambiarla. Alcuni esempi di queste sfide possono essere l’organizzazione di un festival dei talenti , di un murals che rappresenti la visione della collettività, la riscrittura della mappa della città per valorizzare le diversità presenti e molti altri.
La fase finale del gioco è concepita per prendersi cura del momento finale del processo e acquisire il golden ticket , che è il meritato riconoscimento del viaggio intrapreso dal partecipante, a cui si può accedere solo alla fine del gioco tramite la piattaforma on line. La piattaforma è uno strumento , ispirato allo Youthpass , che aiuti i partecipanti a riconoscere quello che hanno preso dal gioco, le lezioni imparate , i miglioramenti delle proprie competenze,le intuizioni che possano aver avuto per iniziare nuovi percorsi per la comunità e la consapevolezza acquisita dei propri talenti e dei propri sogni. Vuole aiutare a riflettere , riassumere ed ancorare gli apprendimenti che i giocatori hanno avuto durante la partita. Aiutare i partecipanti a costruire i loro golden ticket significa aiutarli a trovare nuove prospettive su come possano avere un impatto nei loro gruppi e nella loro comunità e sostenerli nel costruire la loro identità come agenti del cambiamento.
Go deep è altamente innovativo perché crea una nuova forma di pensare ed agire nella comunità, modificando in maniera positiva la percezione delle risorse e del ruolo delle persone nel cambiamento sociale. E’ innovativo anche perché usa la dimensione del gioco per diffondere maggiore consapevolezza su come poter portare nuove soluzioni alle sfide globali focalizzandosi sui talenti personali , punti di forza dei gruppi , abbondanza nelle comunità e processi decisionali.
Go Deep stimola la creazione di un concetto non convenzionale di nuove pratiche educative che danno alle persone un ruolo attivo nella costruzione di una realtà più sostenibile. Giocando tutti i partecipanti imparano più cose su se stessi , sulle relazioni nella comunità e anche a non fermarsi alla superficie dei problemi ma ad uscire dalla loro confort zone per andare in profondità nelle soluzioni. Questo empowerment personale da alle persone anche una maggiore confidenza per essere più democratici con le diverse voci che caratterizzano un processo, e anche con quelle che naturalmente si sviluppano internamente all’individuo quando prova ad intraprendere un cambiamento personale. Il gioco valorizza la creatività e le differenze nel percepire soluzioni diverse alla stessa sfida , guidando a risposte flessibili che sono necessarie specialmente in un sistema di cambiamento complesso.
Go deep è anche profondamente collegato con l’interconnesisone che esiste tra il globale ed il locale , infatti uno dei principi dell’Arte del processo , che è diventato anche uno dei principi fondamentali di Go deep, è la forte relazione tra i diversi campi in cui possiamo agire. Normalmente le persone pensano che solo i cambiamenti globali possano avere un impatto a livello locale , invece il nostro gioco è basato sull’idea che anche il percorso opposto è possibile. Agendo a livello locale possiamo costruire pratiche ed abitudini che abbiano un effetto sul globale, indicando il fatto che i cambiamenti che proponiamo sono costruiti partendo dall’ascolto profondo , dal rispetto di tutte le diversità e da un punto di vista interculturale . Inoltre Go deep è basato sul presupposto che “dentro di te è fuori di te”: il gioco usa questo approccio per permettere alle persone di guardarsi dentro come una traccia per capire quello che succede nel mondo e viceversa.
Nella guida per il facilitatore , per spiegare questo approccio ai giocatori , abbiamo scritto “ hai mai l’impressione, quando ti senti giù , che nella metro tutto sembri scuro o triste? E quando sei di buon umore di essere circondato da persone belle e sorridenti? Forse anche come noi agiamo può avere un impatto simile nella città attorno a noi...”.
Il campo fa emergere i ruoli : un campo è come un insieme invisibile di forze che ogni posto , quartiere o comunità ha e dentro questo campo emergeranno dei ruoli specifici , aumentando la consapevolezza delle persone su questo presupposto possiamo incoraggiarli a provare nuovi ruoli per se stessi nella loro comunità locale.

A livello locale , nazionale e globale questo ha un impatto sul:
-cambio delle percezione di quanto possiamo influire sulle decisioni che riguardano la nostra comunità.
- Usare metodi di facilitazione per integrare tutte le diverse voci e ridurre i conflitti.
- Sviluppare ed aumentare il numero di persone interessate nel cambiamento sociale attraverso l’educazione.
-Promuovere il dialogo tra persone appartenenti a culture diverse e con stili di vita differenti.
-Condividere nuove pratiche educative tra gli attori sociali locali.
- Aumentare la confidenza per cominciare nuove azioni imprenditoriali nell’ambito dell’innovazione sociale.
- Aumentare la consapevolezza all’interno della rete internazionale degli youth workers sull’importanza dell’apprendimento personale per influenzare positivamente le comunità.

Una parte del team di Go deep , ELOS, è attiva in più di 30 paesi nel mondo, uno dei nostri obbiettivi per il futuro è quello di diffondere questo strumento in questi paesi per costruire una nuova comunità di apprendimento a livello intercontinentale. Come già detto intendiamo sviluppare ulteriormente il gioco di Go deep perché possa essere maggiormente utile per trattare le sfide mondiali di questo periodo come la crisi dei rifugiati o i cambiamenti climatici. Africa , India e caraibi sono le prossime aree in cui vogliamo giocare le future partite del gioco , questo è qualcosa per noi molto stimolante dal momento che abbiamo già visto che tipo di cambiamenti può portare nelle aree in cui l’educazione e l’empowerment personale sono realmente necessarie come nel caso delle favelas di Santos in Brasile.

 

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