Il riconoscimento delle competenze nel volontariato non è mai stato così divertente e fattibile

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Il mondo dei partenariati strategici ha rappresentanto la vera novità della nuova programmazione europea nel settore gioventù. I risultati dei primi progetti approvati inziano a vedersi. Riportiamo l'articolo di Marcello Mariuzzo, di Lunaria, che racconta come sia stato possibile, grazie al partenariato strategico, avviare ricerca e processi innovativi nel campo dell'educazione non formale, buona lettura!

 

Un progetto supportato dal programma ERASMUS+
Da Novembre 2014, grazie al supporto del Programma Erasmus+ e dell’Agenzia nazionale per i Giovani, Lunaria coordina il progetto “IVE, I Have Experienced”, che ha permesso di costruire un sistema di riconoscimento delle competenze che i volontari sviluppano partecipando ai campi di volontariato internazionale. Ogni anno circa 20.000 giovani europei partecipano ai campi della rete di Lunaria. Ma cosa impariamo durante un campo internazionale di volontariato?  Molti giovani volontari non hanno una risposta a questa domanda. O, meglio, non ci hanno mai pensato! Infatti l’apprendimento nel volontariato è un processo non intenzionale. Chi parla di “apprendimento informale”, chi di “education for life”, o chi di “cittadinanza attiva”, di sicuro ogni esperienza di vita ci insegna qualcosa: vivere un’esperienza collettiva e solidale, in un contesto internazionale, rappresenta un punto di svolta e un momento di crescita formidabile.

Finalmente possiamo fare ricerca e innovare
Grazie al partenariato strategico, abbiamo coinvolto due centri di ricerca, 10 organizzazioni della nostra rete, il network Alliance e il CSVNet, la rete italiana dei Centri Servizi per il Volontariato, al fine di sviluppare ricerche e analisi di livello scientifico, e per condividere il design di un sistema riconoscimento. Le due ricerche sui metodi esistenti e sulle aspettative dei volontari (quasi 2.000 di loro hanno partecipato alla ricerca sul campo), dei datori di lavoro e delle organizzazioni giovanili (link ai risultati delle ricerche) sono state necessarie al design del sistema. I formatori e gli youth workers del partenariato hanno strutturato un set di materiali formativi, che includono una APP e un software gestionale. I materiali sono pensati per le sessioni di riconoscimento delle competenze, abbracciando le metodologie dell’educazione non formale e l’approccio del supporto tra pari (scopri i diversi elementi del sistema). La community dei trainers di Lunaria e di Alliance ha provato a rispondere alla sfida: come favorire la consapevolezza sul proprio apprendimento? Come tenere vivo lo spirito dei workcamps mentre scopriamo il mondo delle competenze? Come supportare i volontari in maniera solidale e sostenibile?
Durante l’autunno 2015, più di 400 giovani volontari hanno partecipato agli eventi pilota, e hanno ricevuto il nuovo certificato I’VE, che assegna le competenze maggiormente sviluppate. Un test di massa che ci ha permesso di ulteriormente affinare i diversi elementi del sistema, nell’ottica della sostenibilità e della semplicità di utilizzo. Metodi, strumenti e struttura del sistema I’VE, grazie al contributo dei partner e in particolare di CSVNet, sono facilmente adattabili ad altri contesti di volontariato e di servizio civile.

Il progetto finisce, ma il processo è appena iniziato
Tra fine Agosto e i primi di Settembre, a Molenbeek (Brussels), abbiamo chiesto a 18 volontari e facilitatori europei di pensare al sistema nelle sue implicazioni sociali, analizzandone l’impatto su giovani volontari con background sociali e personali diversi. Ecco il contributo dei partecipanti alla Blended Mobility

Il 2 Settembre 2016 abbiamo riunito a Brussels 60 organizzazioni e Istituzioni europee per presentare i diversi outputs del sistema e per tematizzare l’esperienza fatta, alla luce di quanto sta avvenendo nel mondo dell’educazione (ecco informazioni sulla conferenza). Grazie ai contributi di esperti e stakeholders abbiamo capito che la sfida della open education, che vede accanto ai tradizionali agenti formali l’integrazione di pratiche educative non-formali ed informali, è solo agli inizi. La misurabilità stessa dell’apprendimento è un totem di cui forse potremmo fare a meno. Se l’apprendimento è un processo aperto, usare il metro e il compasso per valutarlo non sembra una buona idea: è costoso, fuori contesto e forse poco utile. Il riconoscimento del valore dell’apprendimento “alternativo” è lungi dall’essere stato raggiunto, e l’enfasi sulla occupabilità, come asse delle politiche educative, pare finalmente scemare. Le associazioni di volontariato e le loro rappresentanze nazionali ed europee devono necessariamente farsi carico di elaborare pratiche e ipotesi di lavoro condivise in modo da valorizzare l’impegno dei giovani volontari, come indicato nella Youth Strategy della Commissione Europea.

Ed ora è tempo di farlo, oltre che nella dimensione civica del volontariato, anche in quella educativa,  per pensare e mettere in pratica un Europa solidale, inclusiva e coesa.

Per maggiori info: www.ive-experienced.eu

Contatti: Marcello Mariuzzo – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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